Perchè Sanremo è Sanremo

Non abbiamo preso in esame Sanremo perchè è particolarmente messa male, avremmo potuto fare lo stesso articolo per Vallecrosia, Imperia, Ventimiglia, e quasi tutti i comuni turistici d’Italia. Più sono grandi e più il fenomeno è accentuato. Ne hanno già parlato in molti e le iniziative messe in atto non hanno ancora prodotto risultati tangibili. Mettiamo sotto lente d’ingrandimento questo comune perchè abbiamo esperienze dirette e dati sia da case vacanze che da altre strutture ricettive.

La situazione Italiana

Ad agosto 2018 su Airbnb eranno presenti 397.314 alloggi in italia, dal 2016 c’è stato un incremento del 78%. Peccato che per l’Istat nello stesso periodo risultano censiti solo 113.538 alloggi. Possiamo quindi affermare che circa 280.000 alloggi in Italia operano completamente in nero nel 2018. Quando un proprietario affitta una casa a settimane è perchè pensa o spera di poter ottenere di più di un affito tradizionale, se paragoniamo le entrate di una casa vacanze presumendo che siano simili o uguali a una in affitto tradizionale, potremmo dire che quasi tutti i  280.000 evadono un minimo di 1320€ (ipotizzando 500€ di affitto) all’anno di tasse. Non si può essere precisi ma sicuramente parliamo di milioni e milioni di euro evasi.

A Sanremo aumentano le case vacanze

Immagine dati Istat 2017-2018 capacità delle strutture ricettive

l’immagine riporta i dati Istat 2017-2018 per quanto riguarda la capacità ricettiva delle stutture del comune di Sanremo

Come si può notare dai dati, lo sviluppo del settore alberghiero rimane abbastanza invariato se non per l’incremento dei 5 stelle lusso e il calo per i poveri alberghi da 1 stella, d’altronde sono i competitor più vicini alle case vacanze, affittacamere, B&B con la differenza che hanno un trattamento fiscale non paragonabile.

Secondo i dati nel 2017 erano presenti 46 alloggi turistici passati a 53 nel 2018, secondo Airbnb ad oggi luglio 2019 sono disponibili “Oltre” 300 case.

Feder-Case-Vacanza

Se 53 case vacanze mettono a disposizione 421 posti letto, 300 case ne offrirebbero almeno 2.383 parliamo quasi del 50% della capacità turistica di Sanremo, potremmo affermare che il settore extra alberghiero sta per superare o ha già superato il settore alberghiero in termini di capacità ricettiva.

Le iniziative messe in atto

Airbnb come gli altri portali sono obbligati dal 2017 a fare i sostituti d’imposta, per adesso però hanno solo l’obbligo di comunicare i dati delle prenotazioni all’agenzia delle entrate, questo è l’accordo ma noi ci chiediamo, non potevano obbligare airbnb (e simili) a richiedere ad ogni Host per l’apertura dell’annuncio, il numero di attribuzione dato dalla regione di appartenenza? D’altronde qualsiasi alloggio che ne è sprovvisto non è riconosciuto e non può operare per legge. Nel giro di 24 ore sarebbe stato possibile oscurare tutti gli alloggi non in regola, evidentemente le commissioni che prendono questi siti web dalle prenotazioni vengono prima del nostro territorio, del settore turistico e della nostra sicurezza pubblica.

Prima o poi finirà

Qualcuno potrà affermare che prima o poi l’agenzia delle entrare risalirà a tutte le prenotazioni effettuate e chiederà il conto a tutti i furbetti. Certamenti ci auguriamo che questo accada il prima possibile, cosi da recuperare le risorse sottratte alla collettività. Il problema è che dal 2017 ad oggi il numero di alloggi registrati e operanti non sembra essere diminuito o cambiato anzi, attenderemo i dati istat 2019 per verificare cosa sia cambiato dopo 3 anni dall’introduzione della norma a Sanremo. Allo stato attuale ci rimettono 175 attività nel settore alberghiero ed extra alberghiero contro i 22o furbetti (solo airbnb) che svolgono l’attività in nero.

Tutti puntano il dito su Airbnb…

La maggioranza delle case in nero sono presenti sui i siti di annunci come subito.it o su ebay annunci che non occupandosi direttamente del pagamento o della prenotazione sono esclusi dalla norma e non sono obbligati a tracciare o comunicare nulla. Dal momento che proprietario e turista si trovano d’accordo per telefono o mail il gioco è fatto. Chi mai andrà a controllare le comunicazioni di un privato cittadino?

Non generaliziamo

Spesso quando ci occupiamo della creazione siti web per albergatori e professionisti del settore ci accorgiamo che sviluppano un’odio per tutte le casa vacanze. Questo è il risultato della concorrenza sleale che porta anche quest’ultimi a doversi allineare a i prezzi del mercato. Le case vacanze (in regola) possono convivere pacificamente con le altre strutture ricettive e anzi aiutare a far crescere il turismo complessivo di una zona incrementando la sua capacità ricettiva,  sono attrattive per un’altra tipolgia di turista che spesso è accompagnato da famigliari o amici con cui vuole condividere una vacanza a stretto contatto, con l’indipendenza e la privacy che solo una casa può dare. Cercano l’alloggio direttamente sui portali dedicati come Airbnb, Homeaway dove sono solo presenti alloggi di questo tipo.

Concorrenza Sleale

Non è tanto una questione di concorrenza verso gli alberghi come si pensa, come abbiamo detto sopra i turisti dell’home sharing usano portali specifici per cercare il proprio alloggio, il problema principale riguarda le altre case vacanze in regola che pagano le tasse e non possono permettersi di abbassare i prezzi come i loro competitor in nero o devono lavorare il doppio per far quadrare i conti. Poi è ovvio che ne perde tutto il settore turistico che per forza di cose è soggetto alla stessa competizione.
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L’alloggio perfetto per criminali e terroristi

Una casa vacanza in nero non registra i documenti d’identità e le presenze nel portale alloggiati della questura, rappresenta (secondo noi) uno dei più gravi problemi di sicurezza pubblica in Italia. Senza saperlo si può infatti fornire ospitalità a un latitante o peggio.

La legge non ammette ignoranza

Quando vi scopriranno pagherete fino al 120% dell’imposta dovuta,  ma questo è solo uno dei problemi, se come già successo qualcuno deciderà di rimanere a vivere nella vostra casa vacanza la legge non potrà aiutarvi in quanto il contratto di locazione turistica è considerato nullo non essendo in regola ed l’inquilino potrà farsi riconoscere dal giudice un regolare contratto d’affitto, diventando di fatto l’inquilino, ad un prezzo d’affitto che sceglierà lui.

Se pago le tasse non riesco ad andare avanti

Vorra dire che il tuo alloggio non è adatto ad ospitare o non sei un bravo imprenditore, chi pensa di far successo abbassando il prezzo e utilizzando scorciatoie e trucchetti finisce sempre per scottarsi, non scriviamo quest’articolo per frustazione anzi abbiamo un’tasso di occupazione e un price management performante sempre in costantemente crescita, non è affatto insostenibile la tassazione attuale specialmente per le case vacanze. Nella maggioranza dei casi il comparto fotografico rappresentano l’aspetto più trascurato.

Considerazioni finali

Come sempre in Italia per recuperare soldi dal mercato sommerso si aggiungono o incrementano le tasse a tutto il resto del settore in regola. A Sanremo è stata introdotta il 1° giugno 2019 la Tassa di soggiorno, norma destinata ai 5.281 posti letto del settore alberghiero di Sanremo e che sarà evasa da almeno 2.000 posti letto quotidianamente, avvantaggiando ancora di più chi non è in regola.

Notizia di questi giorni è della Task Force composta dal corpo di Polizia municipale e Ranger d’Italia che a rotazione dovrebbero pattugliare i bidoni dell’immondizia, per pizzicare gli “incivili”. Come abbiamo dimostrato con i dati a Sanremo è probabile, specialmente in alta stagione che siano presenti 2.500 turisti in case vacanze che non hanno il tempo per comprendere e utilizzare la raccolta settimanale porta a porta, già sono state introdotte le isole ecologiche aperte il week end per sopperire alle difficoltà di coloro che hanno seconde case, ma quanti sono stati informati?

Speriamo che organizzino una Task Force dove i nostri corpi di polizia possano cercare questi evasori,  potrebbero svolgere il lavoro in ufficio, con l’aria condizionata, alzando il telefono e domandando alla struttura se è provvista di autorizzazione per operare ed in caso contrario intervenire.

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